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Indivia riccia saltata in padella

INDIVIA RICCIA SALTATA IN PADELLASono felice quest’oggi di dedicarmi ad un contorno poiché era da diversi post che non ve ne proponevo! Questo è uno dei miei preferiti del periodo. Generalmente non amo molto gli ortaggi amarognoli perciò, per ingentilirli, preferisco cuocerli visto che da stufati cambiano sapore!!! Questo modo di cucinare l’indivia ( ma anche la scarola) è decisamente gustoso se decidete di dargli un tocco partenopeo con capperi, alici, pinoli, olive taggiasche e peperoncino oppure potete sempre fare la versione light,  con olio, sale e pepe!

Come lo preferite?

Ecco qua sotto la mia versione quasi partenopea (quasi perché priva di alici che non mi piacciono. Sì lo so, nessuno è perfetto!)

INGREDIENTI

Indivia riccia

olio evo qb

1 spicchio di aglio rosso

sale e pepe qb

peperoncino

olive taggiasche

1 cucchiaio di capperi

PREPARAZIONE

  1. Lavate accuratamente l’indivia riccia con acqua e bicarbonato. Scolatela e asciugatela.
  2. Fate saltare l’aglio, le olive taggiasche, il peperoncino e i capperi nell’olio ben caldo.
  3. Aggiungete le foglie di indivia e fatele rosolare ben bene per alcuni minuti.
  4. Non coprite con coperchio: l’indivia rilascerà la sua acqua nella quale si stuferà alla perfezione!
  5. Servite come contorno, oppure, come antipasto su di un bocconcino di pasta della pizza fritta e del formaggio fuso sopra ( beh…ma questa è tutta un’altra storia! ;-)).
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Pasta mediterranea alle olive taggiasche e pomodori secchi

PASTA POMODORI SECCHI E OLIVE TAGGIASCHEEcco a voi una pasta mediterranea, calda, solare, in grado di riscaldarci nelle fredde giornate che ci aspettano!!! Una pasta semplice con pomodori e olive taggiasche (le mie preferite!) e con il basilico che dà un profumato tocco finale. Il basilico è sempre quello del famoso semenzaio del mese di aprile, sapientemente ricoverato in casa nei giorni scorsi per poter approfittare delle sue ultime foglioline!

Per il resto: buon appetito!

INGREDIENTI

250 gr  di pasta (io ho usato le linguine)

5 pomodori secchi sott’olio tagliati a metà

due cucchiai olive taggiasche sott’olio

150 gr di polpa di pomodoro fresco

1 spicchio di aglio rosso

peperoncino

origano qb

sale e olio evo

tre foglioline di basilico

PREPARAZIONE

  1. Mettete a scaldare l’acqua per la pasta.
  2. Intanto in una padella fate saltare l’aglio, il peperoncino, le olive taggiasche e i pomodori secchi sott’olio.
  3. Aggiungete la polpa di pomodoro e una spolverata di origano essiccato. Salate e fate cuocere per circa 8-10 minuti.
  4. Intanto buttate la pasta e scolatela al dente. Saltatela in padella col sughetto.
  5. Servite con un giro di olio evo a crudo e qualche fogliolina di basilico.

PASTA OLIVE TAGGIASCHE E POMODORI SECCHI

Sentite il profumo?


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Biscotti al limone e semi di papavero

BISCOTTI LIMONE E PAPAVERO

Quella di oggi è la rivisitazione di una ricetta che da giorni faceva l’occhiolino al mio stomaco e che per motivi di tempo non ho avuto modo di fare prima! Si tratta di biscotti, i miei amati biscotti vorrei aggiungere, che da molto non riuscivo più a fare e che finalmente condivido con tutti voi che mi seguite con affetto e costanza!

La ricetta originale viene dal blog Labna, che ho scoperto da non molto e che racchiude numerose ricette di tradizione ebraica che mi piacerebbe rifare nella mia cucina! Se leggerete il link vi accorgerete che rimanda a numerosi altri blog che hanno già sperimentato la ricetta! Ed io in effetti mi sono accodata volentieri!!!

Naturalmente non potevo non modificare le dosi della ricetta che prevedono un utilizzo eccessivo della farina in rapporto alla dose di burro che ho, in parte, ridotto! Inoltre, avendo a disposizione farine di kamut e di farro, ho preferito utilizzarne in mix con la classica farina 00 per cercare di rendere belli croccanti i biscotti. Ho unito due tipi di zucchero (di canna e bianco semolato) ed ho eliminato l’aroma alla vaniglia che proprio non amo. Devo dire che secondo me ancora non ha raggiunto il perfetto equilibrio, ma si avvicina molto ai miei gusti!

Non contenta ho portato un po’ della produzione “in ufficio” per avere dei sinceri pareri e le note positive sono state più di quelle negative!!! Fiùùùùù! Mi sono sentita molto sotto giudizio tipo i concorrenti di “Cuochi e fiamme”, avete presente?

Bando alle ciance ecco a voi la ricetta!!! Se decidete di farli fatemi sapere!!!

INGREDIENTI

100 gr  di farina tipo 00

100 gr di farina di farro

100 gr di farina di kamut

190 gr di burro

150 gr di zucchero di canna

150 gr di zucchero bianco

1 uovo intero

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

2 cucchiaini di semi di papavero

succo e scorza di 1 limone

PREPARAZIONE

  1. Pesate i tre tipi di farina e setacciateli in una capiente ciotola.
  2. Dopo aver lavato accuratamente il limone grattugiatene tutta la scorza e spremetelo energicamente. Ponete il succo a bollire in un bricco per circa 5 minuti.
  3. Spegnete il fuoco sotto al succo di limone e fatevi sciogliere assieme la metà del burro.
  4. Unite i due tipi di zucchero in una ciotola e poi suddivideteli in due recipienti. Nel boccale del robot da cucina utilizzate le fruste elettriche per sbattere la metà degli zuccheri uniti in precedenza con la scorza di limone grattugiata. Aggiungete l’altra metà del burro e sbattete il tutto con le fruste.
  5. Aggiungete uno alla volta nell’ordine: l’uovo, i semi di papavero, il burro fuso con il succo di limone, il lievito e per ultime le tre farine.
  6. Il risultato finale sarà un impasto molle che dovrete far riposare per una mezz’ora in frigo avvolto dalla pellicola.
  7. Fate preriscaldare il forno statico a 180° .PicMonkey Collage-BISCOTTI LIMONE E PAPAVERO
  8. Con un porzionatore da gelato (utilizzato già per i cookies, ricordate?) prendete delle palline di impasto dategli con le mani una forma rotondeggiate e fatele rotolare nei 150 gr di zucchero messi da parte.
  9. Disponete ogni pallina sulla teglia ad una bella distanza le une dalle altre e schiacciatele con il fondo di un bicchiere.
  10. Cuocete i biscotti per circa 12 minuti.

BISCOTTI AL LIMONE CON SEMI DI PAPAVERO

PS Dall’ufficio suggeriscono che farcirne due con della crema sarebbe un’idea da provare!!! (alla faccia della dieta 😉 )

PS2 Natale si avvicina che ne dite di fare biscotti come regali come lo scorso anno?


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Pane aromatico alle castagne

PANE ALLE CASTAGNE-FINE COTTURALa creazione del pane alle castagne di oggi è senza alcun dubbio una di quelle che lasciano il segno. Vuoi per il gusto – inimitabile a mio parere – vuoi per la lunga e laboriosa lavorazione, vuoi, infine, per la soddisfazione di aver creato qualcosa ex-novo. Sì, questa ricetta è veramente tutta mia e ne sono fortemente orgogliosa.

Del mio amore per le montagne vi avevo già lungamente parlato non molto tempo fa in un post post-vacanziero. Oltre all’abitudine di acquistare cibarie di vario genere, adoro rifornirmi di libri riguardanti il mondo alpino: da libri di favole per la mia bambina, a libri di botanica fino ai miei amati libri di cucina.

Sabato pomeriggio mi sono ritrovata a sfogliare un testo di cucina che conservavo in libreria da molto tempo e che non avevo mai avuto modo di approfondire. Si tratta de Il pane delle Dolomiti di Richard Ploner, ed. Athesia. Un testo che illustra e spiega dettagliatamente tutte le svariate tipologie di pane altoatesino oltre a fornire innumerevoli consigli pratici di ogni genere, dalla cottura alla conservazione del pane. Sfogliare il mio amato manualetto mi ha dunque portato a creare dal nulla questo pane dal sapore deciso e sfizioso e adesso, passo passo, vi racconterò come ha preso forma la mia insana idea.

INGREDIENTI

200 gr di farina 0

100 gr di farina di farro

100 gr di farina integrale di grano tenero

50 gr di farina di castagne

30 gr di fecola di patate

10 gr  di lievito madre secco

300 gr  di lievito madre rinfrescato la sera prima

50 gr di burro fuso bio

50 gr di yogurt bianco intero bio

250 ml di acqua tiepida

2 cucchiaini di zucchero

15 gr di sale

2 cucchiai di olio evo

semi misti di: lino, girasole, zucca, papavero, finocchio

PREPARAZIONE

  1. Sciogliete il lievito madre fresco in 200 ml di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero. Lasciatelo riposare nella ciotola per circa 10 minuti.
  2. Pesate accuratamente le farine e unitele in una ciotola dopo averle setacciate – TRANNE quella di farro. Formate una cavità in mezzo e mettetevi il lievito madre secco. Aggiungete 100 ml di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero. Aggiungete lo yogurt bianco, il burro sciolto, il sale, l’olio e i semi misti di lino, finocchio e papavero) e impastate energicamente il tutto.
  3. Aggiungete la pasta madre sciolta e la farina di farro e continuate ad impastare. Se necessario correggete di acqua e olio.
  4. Mettete l’impasto a lievitare dentro al forno spento per circa due ore.
  5. Trascorse le due ore prendete l’impasto e disponetelo sulla spianatoia. Tagliatelo in due parti.
  6. Con la prima metà formate una palla e schiacciatela leggermente al centro. Intagliatelo esternamente con una forbice come se fosse un fiore e fate al centro il “bocciolo” con un coltello ben affilato. Disponetevi i semi di girasole e mettete a lievitare per tre ore. Ecco qui sotto il risultato. A me, se devo essere sincera, fa pensare più ad un ufo che a un fiore!!! 😀PANE ALLE CASTAGNE
  7. Suddividete la seconda metà dell’impasto in due parti e formate altre due piccole pagnotte. Decoratele con uovo sbattuto e semi di zucca e di papavero. Mettetele a lievitare per tre ore.PANE ALLE CASTAGNE SEMI MISTI
  8. Infine preriscaldate il forno statico a 220° e infornate le pagnotte per circa 30-40 minuti controllando sempre attentamente la cottura.PANE ALLE CASTAGNE - Collage

Questo tipo di pane si sposa benissimo con il capocollo e la finocchiona, salumi che qui in Toscana contengono già del finocchietto essiccato!


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Schiaccia con l’uva

SCHIACCIA AL'UVA-COTTAQuesta ricetta è senza dubbio più settembrina che novembrina. Lo so. In effetti giaceva nelle mie bozze mentali da tempo, solo che soltanto stasera ho avuto modo di riordinare le idee e di raccontarvela. Questo tipo di schiaccia si prepara di solito nel periodo della vendemmia qui in Toscana, con l’uva ben matura che si ha a disposizione. Risulta golosissima nella versione preparata con l’uva fragola: del resto come potrebbe non esserlo? Anche se devo ammettere che con l’uva fragola preferisco sensibilmente la gelatina! (Ricordate la ricetta? Si tratta di una alle quali sono più legata, poiché tra le prime ad essere pubblicate nel mio piccolo blog!!!)

Tornando alla schiaccia…

Un pomeriggio d’ottobre avevo a disposizione la classica uva da tavola del vigneto di famiglia, del lievito madre da poco rinfrescato e un barattolino di zucchero d canna. Se 2+2 fa 4 non potevo che fare la mia amata schiaccia!!! No!?

Mi sono sincerata della validità della mia ricetta da colei che me ne prepara ogni anno una versione gustosissima, ovvero la mamma, e così mi sono messa all’opera.

INGREDIENTI

150 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima

300 gr di farina tipo 0

acqua tiepida

1 cucchiaino di zucchero bianco

olio evo qb

uva da tavola ben matura

zucchero di canna

cannella in polvere

PREPARAZIONE

  1. Per prima cosa ho preparato l’impasto sciogliendo il lievito madre nell’acqua tiepida e aggiungendo un cucchiaino di zucchero.
  2. Secondariamente ho aggiunto la farina e un giro di olio evo. Ho impastato e ho messo a riposare per due ore.
  3. Dopodiché ho steso l’impasto sulla teglia ben oliata ed ho disposto sulla superficie i chicchi d’uva tagliati a metà, spolverizzandoli con zucchero di canna (abbondante) e della cannella in polvere.SCHIACCIA ALL'UVA
  4. Ho lasciato riposare nel forno spento per circa un’ora e mezza e infine ho cotto a 200° in forno statico per circa 20 minuti.

SCHIACCIA ALL'UVA-COLLAGENon appena uscita dal forno l’ho fatta riposare su di una gratella… ma non abbastanza poiché mi sono ustionata per benino la lingua con il sughino rilasciato dall’uva ! In più lo zucchero si è appiccicato alle mani quel tanto che basta per ricordarmi quali erano i piaceri della me versione bambina e infine il profumo mi ha inebriata a tal punto che ne ho fatto una bella indigestione. La digestione è stata alquanto intensa. Bell’epilogo no?

PS Dedicato ad una persona che l’avrebbe apprezzata alla grande!


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Pensare. Riflettere. Vivere.

TRAUTTSMANDORF PHILOSOPHYNei giorni scorsi la mia assenza dal blog  è stata più che evidente. Era iniziata come un’assenza dovuta a felici motivi che si è trasformata, malauguratamente, in un’assenza per seri motivi. Una melma vischiosa e tremenda ha avvolto le mie giornate che si sono fatte, pian piano, meste e invivibili. La perdita di qualcuno a noi caro è sempre qualcosa che la mente umana non riesce a spiegarsi. Al dolore seguono in genere tristezza, amaro in bocca e, infine, rabbia. Tanta rabbia. Non so quando (né so se la proverò) a tutto questo si aggiungerà anche la rassegnazione. Quando un nostro punto di riferimento – affettivo e lavorativo – viene a mancare, così d’improvviso, per cause naturali allora il buio non può far altro che avvolgerci. E poco intorno sembra illuminarci. La sfida di oggi è tentare di dissipare ad ogni costo la nube che oscura i nostri giorni. Con altri pensieri. Con il lavoro. Con le parole. Con le immagini. Con i progetti. Con tutto ciò che potrò utilizzare per veicolare il mio dolore in qualcosa di positivo.

A voi lascio questa splendida poesia, che una collega mi ha fatto conoscere proprio in occasione di questo grande dolore che abbiamo condiviso.

La morte non è niente.

Sono soltanto nascosto nella stanza accanto

Io sono sempre io, e tu sei sempre tu…

Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora

Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato

Non cambiare il tono di voce,

Non assumere un’aria forzata di solennità o di tristezza

Ridi come facevi sempre

Ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Gioca, ridi, pensami e prega per me

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima

pronunciato senza enfasi, senza traccia di tristezza.

La mia vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

È la stessa di prima

C’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dalla tua mente?

Solo perché sono fuori dalla tua vista?

Ti sto aspettando, solo per un attimo,

in un posto qui vicino,

proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene.

Henry Scott Holland

1847-1918