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Cucinare con il bambù

Lo scorso mese di aprile sono stata protagonista di una esperienza culinaria del tutto singolare che da tempo avevo desiderio di condividere nel mio amato (e puretroppo pressoché abbandonato) blog! Grazie alla conoscenza diretta di uno chef che ha lavorato in Malesia, Miam e Vietnam io e mio marito abbiamo potuto cucinare il riso alla maniera orientale ovvero direttamente dentro al bambù.

Il Procedimento è semplice: basta avere a disposizione delle canne di bambù dal diametro di circa 10-15 cm, tagliarle della lunghezza di un metro circa e riempirle di riso basmati e acqua. Nel frattempo preparate la brace e ponete il bambù sopra di essa e fate cuocere il riso per il tempo necessario! Il bambù havendo un tempo di molto lungo vi permetterà di essere utilizzato come fosse una pentola in cui il riso bollirà lentamente. Con la stessa modalità si potrà cuocere il pollo diviso in parti e infilato direttamente dentro al fusto della pianta del bambù condito con olio, sale e spezie. Anche in questo caso si attende la cottura per tutto il tempo necessario e poi si svuota la “pentola-bambù” del contenuto cucinato.

Con i fusti del bambù inoltre si possono realizzare dei vassoi sui quali servire le pietanze! Non li trovate meravigliosi?!

E voi avete mai avuto modo di cucinare in questo modo?

Conoscevate questo metodo?


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Piccoli frutti, piccoli tesori

RIBES Collage Con l’arrivo dell’estate abbiamo finalmente modo di stare tutti all’aria aperta e di dedicarci a passeggiate immersi nella natura. Si ma il cammina cammina può andare bene per un po’ ma poi bisogna che la camminata in qualche modo frutti… frutti rossi! E’ già! Quest’anno mi sono dedicata alla raccolta dei piccoli frutti rossi che possono essere coltivati nella mia amata campagna maremmana e che poi è favoloso poter conservare e gustare nei lunghi mesi invernali. Nel mese di giugno è stato particolarmente proficuo il raccolto di mirtilli e ribes del mio mini orto-giardino e questo mi ha spinto a preparare una deliziosa confettura.

MIRTILLI

Vi regalo questa ricetta, come tutte quelle che pubblico sul mio blog, per ispirarvi e invogliarvi, perché la coltivazione di piccoli frutti è davvero semplice e soddisfacente e perché coltivare dà un senso alle cose senza senso che invece siamo costretti a fare ogni giorno e ci dona la speranza che pur nelle sue trasformazioni la vita valga sempre la pena di essere vissuta (sempre pesante sono, lo so… 🙂 )

CONFETTURA DI RIBES

INGREDIENTI

500 gr ribes rossi oppure mirtilli

300 gr zucchero

10 gr pectina 2:1

PREPARAZIONE

  1. Lavate la frutta e asciugatela.
  2. Unite a secco frutta, zucchero e pectina.
  3. Mettete il tutto sul fuoco e portate a bollore.
  4. Fate bollire per almeno 5 minuti.
  5. Spegnete il fuoco, fate stiepidire finché non sarà dissolta l’eventuale schiuma.
  6. Mettete la confettura nei vasetti precedentemente lavati, chiudeteli e metteteli a testa in giù.

 

*Per chi lo gradisce la frutta si può anche passare oppure mischiare, ad esempio ribes, rosso, mirtilli, lamponi e fragoline di bosco.

*Questa confettura si conserva per circa 12 mesi ma una volta aperta deperisce facilmente perciò usate dei vasetti piccoli che potrete consumare in pochi giorni!


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Torta della nonna

TORTADELLANONNA

Che cosa dire della proustiana torta della nonna? Un dolce che moltissime persone conservano nella memoria d’infanzia, il quale, appena lo si addenta riconduce nei meandri più sperduti del nostro passato e che ha quel sapore familiare che non tradisce mai?!

Dopo un lungo periodo di silenzio dovuto ad impegni lavorativi riemergo nel mio piccolo blog con questa torta che ho preparato in verità già diverso tempo fa ma che non potevo non postare: pena l’oblio dal mio virtuale quaderno di appunti culinari che vorrei frequentare molto più spesso, se proprio devo dirla tutta!

Ed ecco in tutta la sua semplicità questa immancabile ricetta.

INGREDIENTI

Per la pasta frolla

350 gr di farina 00

190 gr di burro

4 tuorli

140 gr di zucchero a velo

un pizzico di sale

Per la crema pasticcera

1 litro di latte fresco intero

8 tuorli

100 gr di farina 00 setacciata

250gr di zucchero semolato

Per la farcitura

60 gr di pinoli

zucchero a velo

 

PREPARAZIONE

  1. Preparate la pasta frolla con l’aiuto della planetaria. Mettete nella ciotola il burro assieme alla farina. Il burro deve essere freddo di frigo e tagliato a quadretti.
  2. Montate la frusta a foglia e iniziate a girare. Il composto dovrà sbriciolarsi e diventare come sabbioso.
  3. Unite i 4 tuorli, lo zucchero e il sale e continuate a far girare la frusta finche l’impasto non sarà omogeneo.
  4. Togliete l’impasto dal boccale e mettetelo in frigo per almeno mezz’ora avvolto dalla pellicola.
  5. Intanto preparate la crema pasticcera io seguo questo procedimento, del mitico Simone Rugiati, e oramai non me ne separo più, guardare per credere! Non si potrebbe descrivere meglio, a mio parere!
  6. Dopo aver preparato la crema mettetela in una casseruola fredda di freezer e fatela riposare ricoperta dalla pellicola.
  7. Quando la frolla avrà riposato stendetela in un disco dal diametro di 23 cm circa e alta circa 1/2 centimetro.
  8. Disponete il disco in una tortiera rotonda dai bordi belli alti.
  9. Bucate il fondo della torta e mettete i pinoli nella quantità desiderata.
  10. Ricoprite il tutto con la crema pasticcera e mettete sopra altri pinoli.
  11. Adesso ricoprite il tutto con un secondo disco più sottile e chiudete i bordi con i rebbi di una forchetta.
  12. Mettete ancora pinoli sulla superficie e bucatela con la forchetta.
  13. Cuocete in forno statico a 170° per 50/55 minuti (verificate sempre la cottura! Mi raccomando!)
  14. Fate raffreddare e gustate in compagnia!

 

Note Da quando preparo la frolla con la planetaria ho eliminato il problema della frolla “bruciata”, vantaggio non indifferente.

No, non aromatizzo la crema pasticcera in questo caso, ma quando lo faccio di solito uso la scorza grattugiata di un limone bio del mio giardino.

I pinoli, detti in Toscana anche “bischeri” abbondano in questa ricetta perché personalmente li adoro. L’ideale sarebbe di disporre di quelli raccolti e schiacciati dalle pigne dei pini marittimi…ma quelli del supermercato ahimè sono di più facile reperimento!


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Schiacciata fiorentina con panna e amarene

SCHIACCIATA FIORENTINA]

Questo dolce tipico del Carnevale toscano è entrato quasi per caso nella mia cucina la scorsa settimana e con grande gioia ho deciso di prepararlo. Solo che “asciutto” così com’era non mi andava proprio di mangiarlo e, complice la golosità della mia dolce metà, ho deciso di farcirlo. Ma non con una semplice marmellata o confettura, bensì come se fosse una foresta nera! Che dire: ho creato uno strano ibrido!!! Non me ne vogliano i più tradizionalisti, questo è il mio diario ed io decido di appuntarvi tutto ciò che lascia un ricordo nella mia cucina. E questa torta ha lasciato un ricordo particolare altrimenti non sarei qui a parlarvene! La prossima volta farò la brava e non stravolgerò la tradizione, ok?

INGREDIENTI

300 gr di farina tipo 00
220 gr di zucchero semolato
85 ml di latte intero
50 ml di olio evo
3 uova intere
il succo di un’arancia
la scorza di un’arancia bio
15 gr di lievito in polvere
1 bacca di vaniglia

per decorare
500 gr di panna montata
Amarene sciroppate
PREPARAZIONE
1. Grattate la scorza dell’arancia e spremetela per ottenere il succo.
2. Con l’aiuto della planetaria montate le uova con lo zucchero, aggiungete i semi della vaniglia e montate ancora.
3. Aggiungete la scorza d’arancia e l’olio e continuate a girare.
4. Aggiungete il succo d’arancia a filo e anche per il latte procedete nello stesso modo. E’ importante sciogliere con gradualità e pazienza questi passaggi.
5. Incorporate la farina setacciata e il lievito in modo sempre graduale facendo girare a velocità media la frusta a foglia della planetaria.
6. Quando l’impasto sarà ben amalgamato e liscio mettetelo in una teglia rettangolare e scuocetelo a 180° per 50 minuti in forno statico.
7. Montate la panna sempre con l ‘aiuto della planetaria.
8. Quando si sarà raffreddata tagliatela a metà e farcitela con la panna montata e le amarene a pezzi all’interno e intere all’esterno!

*Postilla Potete farcire la schiacciata anche con della crema all’arancia, il risultato sarà ugualmente molto goloso!


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Ode alla mela cotogna

MELA COTOGNA-I

Frutto pressoché dimenticato ma fonte inesauribile di ricette dal sapore d’antan, la mela cotogna è per me una recente scoperta (lo so, non dovrei dirlo, ma me ne sono appassionata tardi), una scoperta, dicevo, di quelle che ti conquistano senza se e senza ma. Una scoperta che ti riallaccia immediatamente ai tuoi avi, a quei nonni e bisnonni che preparavano cotognata, confettura e gelatine nei freschi pomeriggi autunnali, davanti al camino, quando ci si apprestava ad accogliere i mesi ancor più freddi facendo scorta di dolci prelibatezze da mettere in dispensa.

La mela cotogna, dall’apparenza bitorzoluta e dal sapore non particolarmente gradevole, dà il suo meglio dopo un’attenta cottura e se associato alla dolcezza dello zucchero, altrimenti – ahimé – potrebbe stare tranquillamente a colorare gli alberi dall’allure autunnale. E’ naturalmente così ricco di pectina che per preparare gelatine e cotognate non è richiesto l’uso di colla di pesce né di ulteriore dose di pectina come quelle che troviamo comunemente in commercio. Non vi sembra una dote splendida? I nostri nonni, che ne erano a conoscenza, non buttavano via nulla e le ricette che sto per descrivervi sono esattamente quelle di un tempo, quelle che si tramandano di nonna in figlia e poi nipote. Di quelle di cui si è pure un bel po’ gelosi e desiderosi di tenere per sempre tutte per sé. Eppure sono qui oggi a parlarne. Da questo Blog non cerco la gloria ma esprimo un autentico desiderio di tracciare il MIO percorso tra i sapori i costumi, le usanze e i cibi che allietano i momenti della mia vita. Non narrare l’esperienza che ho fatto incontrando questo frutto sarebbe un sacrilegio. Perciò, mesdames et monsieurs voilà les recettes.

GELATINA, CONFETTURA E COTOGNATA

(  tutte e tre le preparazioni sono a base di MELE COTOGNE, ovviamente)

INGREDIENTI

5 mele cotogne

20 cucchiai di zucchero ( 4 cucchiai corrispondo d 1 etto)

acqua qb

PREPARAZIONE

  1. Lavate le mele cotogne sotto l’acqua corrente. La buccia di questo frutto è ricoperta da una leggera peluria che va eliminata. NON SBUCCIATELE.
  2. Tagliatele a pezzi e ricopritele con l’acqua. Mettete anche i torsoli, mi raccomando (sempre che non siano intaccati da muffe o quant’altro).
  3. Fate bollire per circa 20 minuti (finche l’acqua non comincerà a cambiare colore, sarà rosata) poi separate l’acqua dai pezzi di mela. Togliete i torsoli.ACQUA DI MELE COTOGNE
  4. A questo punto mettete la polpa della mela a cuocere almeno un’ora aggiungendo 10 cucchiai di zucchero.
  5. Trasferite l’acqua di mele cotogne in un altro pentolino e aggiungete 10 cucchiai di zucchero.
  6. Adesso seguite le due cotture. La confettura richiederà un’ora o poco più. Se dovesse essere troppo asciutta aggiungete 1-2 cucchiai di zucchero.
  7. La gelatina richiederà un tempo variabile da 40 minuti a 70 minuti. Il tutto dipende da quanto impiegherà ad addensarsi e a cambiare di nuovo colore. Fate sempre la prova del piattino per vedere quanto tempo impiegherà a diventare più densa. Le nonne facevano ad occhio e la mia non è esente da questo ragionamento.
  8. Alla fine delle due preparazioni noterete una netta distinzione cromatica: la confettura rimarrà gialla mentre la gelatina sarà color ambra.
  9. Mettete la confettura nei vasetti e rovesciateli affinché si formi il sottovuoto.

CONFETTURA E GELATINA DI MELE COTOGNELa gelatina, invece, va disposta su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciata raffreddare e riposare per circa 24h. Una volta trascorso questo tempo tagliatela a tocchetti e passatela nello zucchero. Il risultato potete osservarlo qui sotto. Il sapore è straordinario.

GELATINA DI MELE COTOGNE

Potrebbe essere finita così ma non è tutto. Con la confettura si può preparare quella che qui in Maremma chiamiamo cotognata. Stendete la confettura su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciate asciugare per una settimana all’aria. O, se preferite, in forno a 70° per circa 8h. Una volta asciugatasi la confettura potrà essere tagliata a tocchetti (come la gelatina) e passata nello zucchero. Ed ecco la seconda delizia! Confido che possiate apprezzarla come la sto apprezzando io in questi giorni!

COTOGNATA


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Piccoli regali handmade e low cost: i sali aromatici

SALIAROMATICI

Non ho di certo inventato niente di nuovo con questa idea perciò ve la propongo in tutta la sua semplicità che mi ha conquistata! Da amante delle grigliate non potevo esimermi dal provare a fare da sola un sale aromatico. Si tratta di assemblare gli ingredienti che più preferiamo in un mixer, azionarlo, scegliere dei vasetti tipo omogeneizzati da riempire, confezionare con le decorazioni prescelte e il gioco è fatto!

Io per il momento mi sono dedicata alla creazione di un sale dal sapore classico e mediterraneo da abbinare ad una classica tagliata di manzo oppure alle bistecchine di maiale ma le varianti a vostra disposizione sono pressoché infinite!

COME REALIZZARE UN SALE AROMATICO

INGREDIENTI

500 gr di sale grosso

2 foglie di alloro

1 ramo di rosmarino

semi di finocchio (la quantità dipende dai vostri gusti)

salvia

timo

pepe

PROCEDIMENTO

    1. Mettete il sale grosso nel mixer aggiungendo le erbe aromatiche che avete scelto. Le proporzioni sono indicative, poiché l’intensità e la preponderanza di un odore rispetto ad un altro dipende dai vostri gusti. Io personalmente adoro il finocchietto perciò l’aroma dei semi di finocchio si sente molto!
    2. Frullate fino ad ottenere una consistenza fine e leggera.
    3. Distribuite il sale nei vasetti tipo quelli degli yogurt o degli omogeneizzati.
    4. Decorate il tappo con un pirottino dei muffin rovesciato e della rafia colorata!
    5. Regalate i vasetti alle persone che vi vogliono bene!

POSSIBILI VARIANTI

    • Sale al limone ed alloro (basterà frullare della scorza di limone bio assieme alle foglie di alloro)
    • Sale all’arancia (frullate sale e scorza di arancia bio)
    • Sale alle erbe miste e lemon grass (timo, rosmarino, alloro, prezzemolo e sedano)


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Come preparare un ottimo Kaiserschmarren!

kaiserschmarren de lastradamaestra2014

Che la chiamiate Smorrn come in Trentino o Kaiserschmarren come in Sudtirolo la frittata dell’imperatore – en tout cas – vi conquisterà, ne sono certa! Del resto come si può resistere alla tentazione di mangiarne almeno un pezzettino?! Un pezzettino tira l’altro per la verità!

Di ricette nel web ce ne sono a bizzeffe. Io, dal mio canto, non so adeguarmi ad uno schema e ne ho fatta una tutta mia un po’ più ricca di panna e senza scorza di limone grattugiata. Non me ne vorranno i puristi! Anzi, li invito ad assaggiarla!

Le quantità sono sufficienti per preparare lo schmarren in due volte, in una padella da 22 cm di diametro.

INGREDIENTI

200 ml di latte intero

100 ml di panna fresca

100 gr di farina

1 cucchiaio di zucchero semolato

2 cucchiai di zucchero a velo

2 uova intere

1 tuorlo

1 albume

1 pizzico di sale

burro qb

una manciata di uvetta

zucchero a velo e marmellata/composta di mirtilli per guarnire

PREPARAZIONE

  1. Versate il latte, la panna, lo zucchero a velo, lo zucchero semolato e infine la farina in una ciotola dai bordi alti. Mescolate delicatamente con una frusta in modo che non si formino dei grumi.
  2. Aggiungete il tuorlo e le due uova intere e mescolate ancora.
  3. Intanto con la planetaria (o lo sbattitore elettrico) montate a neve ferma 1 albume con un pizzico di sale.
  4. Incorporate l’albume montato a neve con una spatola al composto di uova, zucchero e farina, facendo movimenti delicati dal basso verso l’alto.
  5. Scaldate il burro in una padella antiaderente, versatevi la pastella e una manciata di uvetta. Fate rapprendere leggermente fino a quando potrete suddividere la frittata in 4 parti.
  6. Rigirate ognuna delle parti, fatele cuocere e spezzettatele con l’aiuto di un mestolo di legno.
  7. Servite ben caldo spolverizzando con zucchero a velo e accompagnate con della marmellata dal sapore acidulo!

schmarren MERANO Lastradamaestra2014

Somiglierà molto a quello originale! Garantito! 😉