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Schiacciata fiorentina con panna e amarene

SCHIACCIATA FIORENTINA]

Questo dolce tipico del Carnevale toscano è entrato quasi per caso nella mia cucina la scorsa settimana e con grande gioia ho deciso di prepararlo. Solo che “asciutto” così com’era non mi andava proprio di mangiarlo e, complice la golosità della mia dolce metà, ho deciso di farcirlo. Ma non con una semplice marmellata o confettura, bensì come se fosse una foresta nera! Che dire: ho creato uno strano ibrido!!! Non me ne vogliano i più tradizionalisti, questo è il mio diario ed io decido di appuntarvi tutto ciò che lascia un ricordo nella mia cucina. E questa torta ha lasciato un ricordo particolare altrimenti non sarei qui a parlarvene! La prossima volta farò la brava e non stravolgerò la tradizione, ok?

INGREDIENTI

300 gr di farina tipo 00
220 gr di zucchero semolato
85 ml di latte intero
50 ml di olio evo
3 uova intere
il succo di un’arancia
la scorza di un’arancia bio
15 gr di lievito in polvere
1 bacca di vaniglia

per decorare
500 gr di panna montata
Amarene sciroppate
PREPARAZIONE
1. Grattate la scorza dell’arancia e spremetela per ottenere il succo.
2. Con l’aiuto della planetaria montate le uova con lo zucchero, aggiungete i semi della vaniglia e montate ancora.
3. Aggiungete la scorza d’arancia e l’olio e continuate a girare.
4. Aggiungete il succo d’arancia a filo e anche per il latte procedete nello stesso modo. E’ importante sciogliere con gradualità e pazienza questi passaggi.
5. Incorporate la farina setacciata e il lievito in modo sempre graduale facendo girare a velocità media la frusta a foglia della planetaria.
6. Quando l’impasto sarà ben amalgamato e liscio mettetelo in una teglia rettangolare e scuocetelo a 180° per 50 minuti in forno statico.
7. Montate la panna sempre con l ‘aiuto della planetaria.
8. Quando si sarà raffreddata tagliatela a metà e farcitela con la panna montata e le amarene a pezzi all’interno e intere all’esterno!

*Postilla Potete farcire la schiacciata anche con della crema all’arancia, il risultato sarà ugualmente molto goloso!


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Strudel salato con cardi e zucchine

STRUDEL CARDI E ZUCCHINE

I cardi sono una prelibatezza di stagione ai quali non si può dire di no. Le zucchine, lo so, non sono proprio verdura del periodo invernale ma ne avevo a disposizione per altri motivi e così ho deciso di cimentarmi. La sfoglia è anch’essa già pronta. Il risultato è stato eccezionale comunque. Provare per credere!

Come ve la presento risulta essere quasi una ricetta svuotafrigo ma che con le dovute accortezze potrebbe trasformarsi in un delizioso piatto gourmet qualora decideste di sostituire le zucchine con le patate e inseriste dei semi di amaranto al ripieno e del cumino ad aromatizzare il tutto.

INGREDIENTI

cardi

2 zucchine

sfoglia pronta

parmigiano

semi di sesamo

1 uovo

olio, sale e pepe qb

PREPARAZIONE

  1. Pulite i cardi e lessateli in abbondante acqua salata.
  2. Riducete a “dadoni” le zucchine e soffriggetele in padella con olio e aglio.
  3. Mettete i cardi sbollentati anch’essi ridotti a dadoni assieme alle zucchine e ripassateli assieme.
  4. Stendete la sfoglia e farcitela con il ripieno di verdure e del parmigiano.
  5. Arrotolate il tutto e spennellate la superficie del rotolo con il tuorlo sbattuto. Cospargete di semi di sesamo.
  6. Cuocete in forno a 200° per circa 20 minuti.
  7. Gustate lo strudel tiepido.


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Stoccafisso alla ghiotta

STOCCAFISSO ALLA GHIOTTA

Durante le festività natalizia, ed in particolare per la Vigilia di natale è tradizione nell’alta Maremma preparare baccalà o stoccafisso da accompagnare alla minestra di ceci e al crostino col broccolo e l’acciuga. Non  manca quasi mai a casa di chi desidera rispettare la tradizione e siccome ritengo che se non sappiamo da dove veniamo non sapremo mai chi siamo (anche, e soprattutto, culinariamente parlando) ho deciso quest’anno, per la Vigilia 2015, di fare un menù tradizionale al 100%. Per farlo ovviamente ho dovuto prendere di petto lui, si proprio lui: lo stoccafisso, il quale devo ammetterlo, si è rivelato un’autentica rivelazione. Per oltre 30 anni ne ho sentito tanto parlare, soprattutto dai miei nonni e bisnonni, che ne andavano ghiotti e che conoscevano tutte le astuzie per farlo “rinvenire” (ovvero reidratare). Confesso di essere rimasta affascinata dalla loro arte affabulatoria tanto da averne comprato uno intero e averlo riposto nel bagaglio a mano sull’aereo di ritorno dalla Norvegia pur di essere certa che tornasse con me a destinazione e potessi donarlo ai miei adorati nonni. Potrebbe ritenersi follia questa? Forse. Di certo definisce il mio essere legata indissolubilmente a certi cibi e alle esperienze che vi ruotano attorno.

Bene, quando avrete a disposizione un ottimo stoccafisso norvegese buona parte del lavoro sarà già fatta. Se lo potete reperire già ammollato vi risparmierete tutta la strada fino a farlo rinvenire [come si dice dalle mie parti :-)]. Altrimenti qualche suggerimento potrete leggerlo attentamente tra queste pagine. Buon lavoro dunque, e buon appetito!

INGREDIENTI

1kg di stoccafisso ammollato ( se doveste comprarlo essiccato la procedura per reidratarlo è piuttosto lunga)
50 gr di briciole rafferme di pane (in alternativa pangrattato)
100 gr di olive taggiasche sott’olio
4 scalogni
2 cipolle
20 gr di capperi dissalati
250 gr di polpa di pomodoro
2 spicchi d’aglio
fiore di finocchietto essiccato, olio evo, sale e pepe qb

 

PREPARAZIONE

  1. Quando acquistate lo stoccafisso già ammollato esso ha comunque necessità di essere tenuto a bagno per circa 12h. Quindi fate questa operazione la sera prima.
  2. Una volta raggiunta la giusta idratazione tagliate lo stoccafisso in tocchi; infarinateli, salateli e soffriggeteli in padella in un velo di olio bollente per non più di 2′ per lato, aggiungendo un pizzico di finocchietto essiccato. Teneteli da parte.
  3. Rosolatele briciole di pane in un’altra padella rovente con un cucchiaio di olio e uno spicchio di aglio intero per 2′: deve dorarsi senza abbrustolirsi troppo; alla fine eliminate l’aglio.
  4. In un’altra padella mettete le olive taggiasche scolate, le cipolle e lo scalogno tagliati a fettine a soffriggere fateli appassire e poi aggiungete la polpa di pomodoro. Salate e pepate. Fate cuocere almeno 15-20 minuti.
  5. A questo punto mettete lo stoccafisso in una teglia unta di olio, cospargete col sugo di cipolle , olive e polpa di pomodoro e infornate a 180 °C per 10′.
  6. Fate riposare per una decina di minuti e servite.

 


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Un post dal sapore natalizio

Scorrendo all’indietro nel tempo le pagine del blog ho visto quante ricette dal sapore natalizio ho pubblicato con estrema gioia e partecipazione. Quest’anno i lavori da piccolo elfo stanno procedendo con maggiore lentezza perciò desidero rinfrescare delle idee che appartengono al passato e ricordarmi di quantà operosità ha caratterizzato questo periodo (soprattutto se si è mamma ed insegnante!) negli scorsi tre anni!

I Cinnamon rolls, tanto per cominciare, sono un’autentica goduria e ci calano immediatamente nelle atmosfere dal sapore nordico che vorrei tanto “respirare” prima o poi! In mancanza del viaggio concreto mi alleno con la fantasia!

cinnamon rolls

Poi come non replicare i golosi brownies natalizi ? Magari per un allegro pomeriggio tra colleghe o amiche?

brownies natalizi

Sapete della mia passione per i biscotti di ogni genere, beh gli Spitzbuben per il periodo di Natale sono d’obbligo!

BISCOTTI NATALE

Infine come non rievocare i simpatici Gingerbread men? Questi sono obbligatori in caso abbiate dei bambini intorno a voi (e a me capita molto spesso!).

OMINI DI PAN DI ZENZERO VII

Un saluto festoso a tutti!


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Ode alla mela cotogna

MELA COTOGNA-I

Frutto pressoché dimenticato ma fonte inesauribile di ricette dal sapore d’antan, la mela cotogna è per me una recente scoperta (lo so, non dovrei dirlo, ma me ne sono appassionata tardi), una scoperta, dicevo, di quelle che ti conquistano senza se e senza ma. Una scoperta che ti riallaccia immediatamente ai tuoi avi, a quei nonni e bisnonni che preparavano cotognata, confettura e gelatine nei freschi pomeriggi autunnali, davanti al camino, quando ci si apprestava ad accogliere i mesi ancor più freddi facendo scorta di dolci prelibatezze da mettere in dispensa.

La mela cotogna, dall’apparenza bitorzoluta e dal sapore non particolarmente gradevole, dà il suo meglio dopo un’attenta cottura e se associato alla dolcezza dello zucchero, altrimenti – ahimé – potrebbe stare tranquillamente a colorare gli alberi dall’allure autunnale. E’ naturalmente così ricco di pectina che per preparare gelatine e cotognate non è richiesto l’uso di colla di pesce né di ulteriore dose di pectina come quelle che troviamo comunemente in commercio. Non vi sembra una dote splendida? I nostri nonni, che ne erano a conoscenza, non buttavano via nulla e le ricette che sto per descrivervi sono esattamente quelle di un tempo, quelle che si tramandano di nonna in figlia e poi nipote. Di quelle di cui si è pure un bel po’ gelosi e desiderosi di tenere per sempre tutte per sé. Eppure sono qui oggi a parlarne. Da questo Blog non cerco la gloria ma esprimo un autentico desiderio di tracciare il MIO percorso tra i sapori i costumi, le usanze e i cibi che allietano i momenti della mia vita. Non narrare l’esperienza che ho fatto incontrando questo frutto sarebbe un sacrilegio. Perciò, mesdames et monsieurs voilà les recettes.

GELATINA, CONFETTURA E COTOGNATA

(  tutte e tre le preparazioni sono a base di MELE COTOGNE, ovviamente)

INGREDIENTI

5 mele cotogne

20 cucchiai di zucchero ( 4 cucchiai corrispondo d 1 etto)

acqua qb

PREPARAZIONE

  1. Lavate le mele cotogne sotto l’acqua corrente. La buccia di questo frutto è ricoperta da una leggera peluria che va eliminata. NON SBUCCIATELE.
  2. Tagliatele a pezzi e ricopritele con l’acqua. Mettete anche i torsoli, mi raccomando (sempre che non siano intaccati da muffe o quant’altro).
  3. Fate bollire per circa 20 minuti (finche l’acqua non comincerà a cambiare colore, sarà rosata) poi separate l’acqua dai pezzi di mela. Togliete i torsoli.ACQUA DI MELE COTOGNE
  4. A questo punto mettete la polpa della mela a cuocere almeno un’ora aggiungendo 10 cucchiai di zucchero.
  5. Trasferite l’acqua di mele cotogne in un altro pentolino e aggiungete 10 cucchiai di zucchero.
  6. Adesso seguite le due cotture. La confettura richiederà un’ora o poco più. Se dovesse essere troppo asciutta aggiungete 1-2 cucchiai di zucchero.
  7. La gelatina richiederà un tempo variabile da 40 minuti a 70 minuti. Il tutto dipende da quanto impiegherà ad addensarsi e a cambiare di nuovo colore. Fate sempre la prova del piattino per vedere quanto tempo impiegherà a diventare più densa. Le nonne facevano ad occhio e la mia non è esente da questo ragionamento.
  8. Alla fine delle due preparazioni noterete una netta distinzione cromatica: la confettura rimarrà gialla mentre la gelatina sarà color ambra.
  9. Mettete la confettura nei vasetti e rovesciateli affinché si formi il sottovuoto.

CONFETTURA E GELATINA DI MELE COTOGNELa gelatina, invece, va disposta su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciata raffreddare e riposare per circa 24h. Una volta trascorso questo tempo tagliatela a tocchetti e passatela nello zucchero. Il risultato potete osservarlo qui sotto. Il sapore è straordinario.

GELATINA DI MELE COTOGNE

Potrebbe essere finita così ma non è tutto. Con la confettura si può preparare quella che qui in Maremma chiamiamo cotognata. Stendete la confettura su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciate asciugare per una settimana all’aria. O, se preferite, in forno a 70° per circa 8h. Una volta asciugatasi la confettura potrà essere tagliata a tocchetti (come la gelatina) e passata nello zucchero. Ed ecco la seconda delizia! Confido che possiate apprezzarla come la sto apprezzando io in questi giorni!

COTOGNATA


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Paccheri con ragù bianco, zucchine e fiori di zucca

PACCHERI ZUCCHINE RAGU' E FIORI ZUCCA6Se fino a ieri vi ho proposto ricette rapide e fornello free quest’oggi desidero deliziarvi con questo ricco piatto unico, buono ma così buono da leccarsi i baffi! Questa ricetta si presta per essere preparata per un bel pranzo estivo, magari con parenti e amici ed è ottima se accompagnata da un buon vino bianco aromatico! La preparazione è un po’ lunga ma il risultato è garantito!

INGREDIENTI

1/2 kg di paccheri di Gragnano

4 zucchine romanesche con fiore

6-8 fiori di zucca

1 scalogno

olio, sale, pepe, peperoncino qb

250 gr di ragù bianco

Per il ragù

250 gr di carne macinata mista (manzo e maiale in parti uguali)

misto per soffritto (sedano carota e cipolla)

vino bianco

olio, sale e pepe

PREPARAZIONE

Per il ragù bianco

Fate soffriggere cipolla, sedano e carota tagliati a tocchettini. Quando saranno appassiti sfumate con del vino bianco e mettete a rosolare la carne. Abbassate la fiamma e fate cuocere per almeno 1h e 1/2.

Per il sugo alle zucchine e fiori di zucca

Lavate e tagliate a dadini le zucchine. Lavate anche i fiori e tagliateli grossolanamente. Mettete a soffriggere lo scalogno e quando sarà appassito buttatevi le zucchine, fatele rosolare a fiamma elevata e poi cuocetele per circa 10 minuti a fuoco lento.

Per i paccheri

Mettete a bollire l’acqua per i paccheri e mentre cuociono (di solito almeno 12-15 minuti) unite i due sughi alla carne e alle zucchine aggiungendo i fiori di zucca. Quando mancheranno circa 2 minuti alla fine della cottura dei paccheri scolateli e saltateli in padella col sugo. Servite ben caldo!

 

 

 


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Torta delle rose con crema pasticcera e mirtilli selvatici

TORTA DELLE ROSECREMA E MIRTILLI

Mi ripresento a voi con notevole ritardo ma con il desiderio di farvi i miei migliori auguri per un felice anno nuovo! Il dolce che vi propongo oggi rappresenta una guduriosa idea nata in modo estemporaneo un uggioso pomeriggio di inizio gennaio. E pensa che ti ripensa l’idea ha preso forma nella mia mente e alla fine è diventata reale. L’intento era quello di abbinare nella medesima preparazione un impasto lievitato tipo brioche – che io adoro – ad un ripieno cremoso che invece figura tra i preferiti di mio marito!

INGREDIENTI

PER LA BRIOCHE

10 gr di lievito di birra fresco

150 gr di lievito madre rinfrescato la sera prima

200 gr di farina 00 bio

200 gr di farina manitoba

70 gr di burro sciolto

240 ml di latte intero

75 gr di zucchero semolato

2 uova intere

1 pizzico di Sale

PER LA CREMA PASTICCERA

500 ml di latte

125 gr di zucchero

50 gr di farina

4 tuorli

NB La preparazione di questo dolce è laboriosa e mi ha impegnata per un’intera giornata. Ho suddiviso così le mie incombenze:

MATTINA: preparazione crema pasticcera e impasto brioche.  Scolgelamento dei mirtilli raccolti sulle alpi la scorsa estate (in mancanza adoperate quelli surgelati che sono ottimi!)

POMERIGGIO: assemblaggio del dolce. 2° lievitazione. Cottura.

PREPARAZIONE della BRIOCHE

  •  Versate in una planetaria il lievito madre e aggiungete il latte. Sbriciolatevi il lievito di birra, aggiungete lo zucchero e mescolate. Intanto fate sciogliere il burro a bagnomaria.
  • Aggiungete la farina,  il sale, le uova, il latte ed il burro. Inizialmente, miscelate ad una velocità bassa, fino a quando tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati.
  • Continuate a miscelare per 5 minuti, l’impasto dovrà cominciare ad assumere una consistenza lucida. Se fosse ancora troppo umido, aggiungete 2 cucchiai di farina e impastate nuovamente.
  • Estraete l’impasto e lavoratelo con i palmi delle mani, stendendolo e ripiegandolo alternativamente. Utilizzate della farina per non farlo attaccare qualora fosse ancora umido.
  • Copritelo e lasciatelo lievitare per circa 2h o fino a quando avrà raddoppiato il suo volume.
  • Mentre l’impasto lievita preparate la farcitura di crema pasticcera.

PREPARAZIONE DELLA CREMA PASTICCERA

  • Vi rimando alla videoricetta di Simone Rugiati che per me è stata un vero e proprio tutorial-rivelazione visto che la crema pasticcera non mi è mai venuta bene!!!
  • Dopo averla preparata mettete la crema pasticcera a raffreddare in frigo coperta con la pellicola.

ASSEMBLAGGIO DEL DOLCE  E COTTURA

  • Una volta completata la lievitazione stendete l’impasto dandogli la forma di un grosso rettangolo.
  • Disponetevi la crema pasticcera e i mirtilli lavati e scolati (attenzione se decidete di utilizzare quelli congelati assicuratevi che siano privi di acqua in eccesso).
  • Arrotolate il tutto e tagliatelo in tante fette che disporrete su di una teglia rotonda.
  • Fatele rilievitare per almeno mezzora.
  • Spennellate la superficie con il tuorlo di un un uovo.
  • Cospargete di zucchero di canna.
  • Cuocete in forno statico a 180° per circa 30-40 minuti.

TORTA DELLE ROSEPicMonkey Collage

La bontà è indiscussa così come l’abbinata: mirtilli e crema pasticcera!!! Mmmmm solo a pensarci mi vien voglia di rifarla!