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Vita di Pi (part 1)

È singolare come a volte i libri si insinuino nella mente dei lettori già molto tempo prima che essi vengano letti. È singolare come aspettino il momento giusto per essere aperti ed esplorati. E anche per essere raccontati e meglio compresi.

Avevo sentito parlare di Vita di Pi all’incirca 2-3 anni fa in uno dei commenti di un blog mammesco molto seguito. L’autrice del blog si era detta molto colpita dalla storia e così, anch’io avevo subito sentito il desiderio di conoscerne qualche particolare. Qualcosa in più. Tuttavia non mi ero spinta all’acquisto, né tantomeno avevo cercato dettagli della trama.

La cosa si è sedimentata per lungo tempo nella mia mente. Confesso di non aver pensato più a questo in modo particolare per lungo tempo.

Poi quest’anno è uscito il film nel periodo natalizio. Snobbato alla grande. Non ho proprio captato l’informazione che era stato girato un film in merito.

È trascorso altro tempo e un giorno mi sono messa a leggere le nomination per gli Oscar. E chi ti spunta fuori? Proprio lui, Pi, Vita di Pi. Nei giorni seguenti le nomination mi trovavo a Roma e alla libreria Minerva il libro mi fa come l’occhiolino. Ci penso un giorno intero prima di decidermi se acquistarlo o meno. Qualche ora prima di andarmene però ho un flash: sì, lo prendo!

Vita di Pi è uno dei primi libri che ho deciso di leggere dopo che sono diventata mamma che non è a tema bambini-maternità-giochi-letteratura per l’infanzia e così via. È ben lungi dall’essere parte della mia libreria di grandi classici della letteratura francese e inglese a cui sono devota. È lontano dal genere saggi sulla natura, giardini, oppure dal genere fantasy. Insomma, ci siamo capiti.

Non appena ho iniziato a leggerlo si è resa subito evidente una dote dell’autore: scrivere in modo estremamente realistico e scorrevole. Con perizia di dettagli. Con notevole volontà di mettersi nei panni del suo personaggio, così singolare, così unico nel suo genere. Avevo letto recensioni diverse però, del tipo: romanzo filosofico, colmo di riflessioni, stimolo a meditare su Dio, sulla vita. Su tutto ciò che siamo.

Più lo leggevo e più non vedevo altro che la minuziosa descrizione della disperata vita di un naufrago. In una condizione singolare (su di una scialuppa con una tigre ed altri animali selvaggi) ma pur sempre un naufrago con i contingenti problemi di sopravvivenza di tutti i naufraghi. Una storia alla Cast Away… più o meno dai 😉

Per circa due terzi il romanzo procede con una certa lentezza e – devo essere sincera – forse mi aspettavo più spunti di riflessione dalla mente del povero Pi, solo nell’oceano in balia del mare e della sua tigre.  Verso il finale però c’è un maggiore movimento. Poi si arriva alle ultime dieci pagine. E lì c’è tutto il succo di tanti discorsi che avevo sentito fare circa il libro e anche il film.

Perché è tutta nel finale che riparte la storia, ed è da lì che dobbiamo rileggerla. Proprio lì ci ritroviamo, noi lettori, in balìa della tigre e ci domandiamo chi sia realmente Pi. Devo dirlo è il finale che mi ha permesso di dare di Vita di Pi un giudizio positivo. È la metafora che la storia incarna in sé e per sé che mi ha stuzzicato le più profonde riflessioni.

Allora ho deciso di vedere il film ma non mi sono sentita trasportata da chissà quale aura. Più o meno come il libro. Interessante, con un finale a sorpresa. Poi stop!

Infine, ne ho parlato con mio marito. E raccontandogli la storia ho sentito riaccendersi in me l’amore per le riflessioni filosofiche e sono riuscita anche a descriverne il potere evocativo appieno. Solo RI-raccontandola questa storia mi è entrata dentro veramente. Solo dalla mia personale narrazione sono scaturite in me tante riflessioni. Come quelle che facevo quando studiavo per gli esami di letteratura all’università. Quando era necessario sviscerare tutti gli aspetti di un’opera letteraria, e conoscerli alla perfezione.

Ma ora l’ho fatta veramente lunga perciò ci risentiamo presto per la seconda parte!!!


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Pane fatto in casa con lievito madre

Era trascorso diverso tempo dall’ultima volta in cui mi ero cimentata nella realizzazione del pane di casa con il lievito madre. Vuoi gli impegni di lavoro, vuoi la lunghezza della preparazione – è necessario sempre programmare quando si desidera fare il pane e una volta iniziato non si può tornare indietro- vuoi la pigrizia (talvolta anch’essa ci sopraffà) …insomma la vita quotidiana di chi lavora e ha famiglia non sempre ci permette di conciliare tutto ed io non avevo più provato a fare il pane in casa.

Qualche sera fa però leggevo le ricette degli spacciatori di pasta madre e mi son detta: devo riprovarci! Così ho scelto la ricetta del pane fatto in casa con lavorazione semplice a due impasti, ho studiato i tempi per adeguarli alle esigenze del mio week-end et voilà!!! Ho fatto le mie pagnottine e vari altri esperimenti. Ne sono soddisfatta anche se l’alveolatura non è comunque eccezionale, stavolta ho ottenuto un pane simile a quello del forno per odore e per sapore.

Qui sotto ecco tutti le fasi della lavorazione con gli orari in cui ho eseguito i vari passaggi.

PRIMO IMPASTO (O RINFRESCO DELLA PASTA MADRE) ore 21:00

200 gr di pasta madre

500 gr di farina 0 bio

300 gr di acqua tiepida (non deve superare i 35°)

1 cucchiaino di miele

  1. In una ciotola sciogliete il miele nell’acqua e poi aggiungete la pasta madre facendola sciogliere bene.
  2. Aggiungete la farina e lavorate il tutto con un cucchiaio oppure con una spatola. Poi lavorate il tutto a mano, l’impasto deve risultare liscio ed elastico.
  3. Mettete a riposo per 8/12h nel forno spento.

PANE A DUE IMPASTI

4. Il mattino seguente l’impasto deve essere raddoppiato. Ecco come si presentava il mio alle 9:00 del giorno successivo.

PANE A DUE IMPASTI-12h lievitazione

SECONDO IMPASTO (ore 9:30)

350 gr di impasto rinfrescato la sera prima

800 gr di farina a piacere (io ho utilizzato 650 di farina O bio + 150 gr di farina integrale bio)

300 gr di acqua tiepida

3 cucchiaini di sale

INGREDIENTI A PIACERE: olio evo (almeno 3 cucchiai), semi di lino, sesamo, girasole e così via.

  1. Lavorate l’acqua con il lievito. Aggiungete 1/2 della quantità della farina e poi lavorate il tutto lentamente. Aggiungete il sale + gli ingredienti a piacere. Io ho utilizzato 3 cucchiai di olio evo e una manciata di semi di lino.
  2. Lavorate aggiungendo gradualmente l’altra metà della farina. Lavorate a lungo mi raccomando (forse io sono stata un po’ parca) Formate le pagnotte o le trecce  e mettetele a lievitare per la massimo 4 ore (oltre l’impasto inacidirebbe).

PANE A DUE IMPASTI-dopo 3h lievitazione

(ore 12:30) Cuocete in forno statico a 250° per i primi 10 minuti poi a 200° per circa 50 minuti.

Ecco il risultato:

PAGNOTTA CON LIEVITO MADRE

TRECCIA LIEVITO MADRE

Con gli avanzi di impasto ho provato inoltre a fare altri esperimenti: paninetti e grissini. Sono venuti meglio i secondi!

 


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Pappardelle ai porcini

PAPPARDELLE AI PORCINI copertinaNon è decisamente la stagione della fungatura. Non è proprio ciò che ci si aspetta da un blog di cucina che si tenga aggiornato sui cibi stagionali. Lo so. E’ un piatto fuori stagione, chiaramente fuori stagione. Ma ve l’ho mai detto che non sono una persona coerente?

E’ che stare nei canoni a me non piace proprio e così oggi sono andata a ricercarmi dei sapori autunnali, complice il nuovo calo delle temperature. Amo i funghi, ne ho già parlato in passato. Mi piace mangiarli, cucinarli ma soprattutto andarli a cercare! Ne avevo di congelati, dei porcini spet-ta-co-la-ri e così li ho “sacrificati” con una pasta ruvida, fatta artigianalmente: le pappardelle. Un incanto. Inoltre avevo dell’aglio fresco “del contadino”, dell’ erba cipollina e del prezzemolino appena colti. Cosa volere di più?

INGREDIENTI

400 gr di funghi porcini

250 gr di pappardelle

2 cucchiai di panna da cucina

olio evo

sale qb

prezzemolo fresco

2 spicchi di aglio (meglio se fresco)

peperoncino essiccato

erba cipollina

PREPARAZIONE

  1. Fate scongelare i funghi e scolateli dell’acqua in eccesso. Perderanno un po’ del loro sapore acuto che di solito acquistano durante il congelamento (personal opinion). Io li ho tirati fuori dal freezer 2 e 1/2 h prima di cucinarli.
  2. In una padella mettete a scaldare l’olio evo, l’aglio ( 2 spicchi tagliati in due con ancora la buccia) e il peperoncino.
  3. Tagliate i funghi a fettine e metteteli a rosolare nell’olio ben caldo per circa 8-10 minuti. Poi aggiungete il prezzemolo fresco tagliato finemente.

PAPPARDELLE AI PORCINI

4. Nel frattempo mettete a scaldare l’ acqua in cui cuocerete le pappardelle le quali richiederanno 8 minuti di cottura. Scolatele un minuto prima e saltatele assieme ai funghi aggiungendo 2 cucchiai di panna da cucina.

PAPPARDELLE AI PORCINI IN PADELLA

5. Impiattate le pappardella ai porcini completando con l’erba cipollina.

PAPPARDELLE AI PORCINI IMPIATTATE

Bon appétit!!!


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Salvia fritta!!!

SALVIA FRITTA-copertina

La salvia è senza dubbio una delle aromatiche che preferisco. Il suo profumo arricchisce tanti piatti a me cari, soprattutto a base di maiale, come il filetto arrotolato oppure l’arista brasata e perché no, anche la panure del filetto in crosta di pane!

Tuttavia un modo di gustarla ed esaltarla al massimo del suo aroma è farla fritta!!! Con una semplice pastella e …via!!! Poi fatevi una corsetta, ok? Perché il frittino è sempre il frittino: una botta di calorie!!! Sarò retorica… Però quant’è sfizioso?!!!

INGREDIENTI

foglie fresche di salvia

100 gr di farina 0

un pizzico di bicarbonato

acqua frizzante fredda qb (all’incirca serviranno 120 ml)

sale qb

olio per frittura (di arachidi è quello che avevo a disposizione)*

PREPARAZIONE

Unite la farina, il bicarbonato e l’acqua finché non otterrete una pastella liscia in cui immergerete le foglie di salvia ben lavate. Friggetele in olio ben caldo finché non saranno dorate, scolatele e asciugatele con della carta da cucina e salatele!

Mangiatele ben calde con cari amici vicino a voi: saranno più buone!

SALVIA FRITTA

 

* L’ideale sarebbe friggerle con olio di oliva. Ci proverò la prossima volta!!!


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Pizza con lievito madre

PIZZA CON LIEVITO MADRE-COPERTINA

Altro giro altra corsa. Ve l’ho detto che sto facendo degli esperimenti col lievito madre? No ?! Per sicurezza posto un’altra ricettina messa in atto nei giorni scorsi, quando ancora non splendeva il sole primaverile che c’è oggi. Per dovere di cronaca devo dirvi che ho fatto questa pizza due volte e l’ho cotta nel forno tradizionale e nel forno a legna (a 400°) …beh…la seconda versione era favolosa!!! Nel forno tradizionale, pur avendo effettuato la pre-cottura l’impasto si è inumidito un po’ troppo per i miei gusti!

INGREDIENTI

200 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima o 2-3 ore prima

350 ml di acqua tiepida

450 gr di farina 0

5 cucchiai di olio evo

1 cucchiaio di zucchero

1 cucchiaio di sale

PER IL CONDIMENTO

Polpa di pomodoro, mozzarella fresca ben scolata, caciottina fresca grattugiata, carciofini, olive e… tutto ciò che preferite!!!

PREPARAZIONE

Prendete la pasta madre rinfrescata e scioglietela nei primi 100 ml d’acqua. Unite la farina, tre cucchiai d’olio, il sale, lo zucchero e la restante acqua e mescolate amalgamando bene gli ingredienti. Formate una palla di impasto che risulterà piuttosto molliccia e aggiungetevi l’ultimo cucchiaio di olio.

Quando si sarà formata una palla morbida e modellabile mettetela a lievitare per circa sei ore a temperatura ambiente.

Trascorso questo tempo, dividete l’impasto e iniziate a stenderlo in una teglia ben oliata. Aggiungete la polpa di pomodoro (condita in precedenza con olio, sale, pepe e origano) e infornate per almeno 8-10 minuti a 200°. Poi tirate fuori la pizza e aggiungete il condimento che preferite e la mozzarella. Cuocete per altri 5-7 minuti (la lunghezza della cottura dipenderà dal vostro forno) e servitela ben calda!!!