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mangiare, fiorire, ridere, fotografare


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Pan di zucca

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Con il ritorno dell’autunno è tornata anche l’esigenza di fermarsi, quando possibile, nella propria casa, di mettersi davanti alla scrivania, accendere il pc e dedicarsi a quelli che una volta erano i miei hobby, tra cui il blogging!

Torno pertanto alla ribalta (si fa per dire) con questo pane alla zucca, profumato, energizzante e veramente delizioso che ho preparato ispirandomi alle tante ricette presenti sul web ma che ho modificato a mio piacimento; cosa che non resisto dal fare ogniqualvolta mi metto in cucina.

Spero vi conquisti, spero che abbiate un capocollo al finocchietto da mangiarci assieme davanti al caminetto, con ottima compagnia, spero vi piaccia veramente!

INGREDIENTI

400 gr farina 0

100 gr farina manitoba

350 gr purea di zucca

1 cucchiaio di olio evo

6 gr di sale

2 gr di pepe macinato fresco

1 cucchiaino di curcuma

5 gr di lievito di birra essiccato

PREPARAZIONE

  1. Cuocete la zucca al forno a 200° per 20 minuti, tagliata a pezzi (io ho usato zucca butternut ma anche la zucca turbante cinese, ottime entrambe) e condita con olio evo, sale , rosmarino, peperoncino, paprika e pepe).
  2. Dopo la cottura frullate la zucca privata della scorza e otterrete la purea. Ne serviranno 350 grammi.
  3. Mescolate nella planetaria le farine setacciate, il lievito e infine la purea di zucca.
  4. Impastate per 5 minuti a velocità minima unendo gradualmente sale, pepe e un cucchiaino di curcuma.
  5. Continuate ad impastare per altri 5 minuti.
  6. Lasciate riposare e lievitare fino al raddoppio in una ciotola alta.
  7. Dopo circa 2h riprendete l’impasto e formate una pagnotta dalla forma rotonda che legherete con lo spago in modo tale da formare gli spicchi della zucca. Ponetela sulla teglia rivestita di carta forno. Spennellatela con l’olio  e lasciate lievitare un’altra ora.
  8. Infornate a forno statico la vostra zucca oramai lievitata a 200° per 10 minuti e poi continuate la cottura per altri 20 minuti circa a 180°.
  9. Sfornate e fate raffreddare!

Buon appetito!


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Ode alla mela cotogna

MELA COTOGNA-I

Frutto pressoché dimenticato ma fonte inesauribile di ricette dal sapore d’antan, la mela cotogna è per me una recente scoperta (lo so, non dovrei dirlo, ma me ne sono appassionata tardi), una scoperta, dicevo, di quelle che ti conquistano senza se e senza ma. Una scoperta che ti riallaccia immediatamente ai tuoi avi, a quei nonni e bisnonni che preparavano cotognata, confettura e gelatine nei freschi pomeriggi autunnali, davanti al camino, quando ci si apprestava ad accogliere i mesi ancor più freddi facendo scorta di dolci prelibatezze da mettere in dispensa.

La mela cotogna, dall’apparenza bitorzoluta e dal sapore non particolarmente gradevole, dà il suo meglio dopo un’attenta cottura e se associato alla dolcezza dello zucchero, altrimenti – ahimé – potrebbe stare tranquillamente a colorare gli alberi dall’allure autunnale. E’ naturalmente così ricco di pectina che per preparare gelatine e cotognate non è richiesto l’uso di colla di pesce né di ulteriore dose di pectina come quelle che troviamo comunemente in commercio. Non vi sembra una dote splendida? I nostri nonni, che ne erano a conoscenza, non buttavano via nulla e le ricette che sto per descrivervi sono esattamente quelle di un tempo, quelle che si tramandano di nonna in figlia e poi nipote. Di quelle di cui si è pure un bel po’ gelosi e desiderosi di tenere per sempre tutte per sé. Eppure sono qui oggi a parlarne. Da questo Blog non cerco la gloria ma esprimo un autentico desiderio di tracciare il MIO percorso tra i sapori i costumi, le usanze e i cibi che allietano i momenti della mia vita. Non narrare l’esperienza che ho fatto incontrando questo frutto sarebbe un sacrilegio. Perciò, mesdames et monsieurs voilà les recettes.

GELATINA, CONFETTURA E COTOGNATA

(  tutte e tre le preparazioni sono a base di MELE COTOGNE, ovviamente)

INGREDIENTI

5 mele cotogne

20 cucchiai di zucchero ( 4 cucchiai corrispondo d 1 etto)

acqua qb

PREPARAZIONE

  1. Lavate le mele cotogne sotto l’acqua corrente. La buccia di questo frutto è ricoperta da una leggera peluria che va eliminata. NON SBUCCIATELE.
  2. Tagliatele a pezzi e ricopritele con l’acqua. Mettete anche i torsoli, mi raccomando (sempre che non siano intaccati da muffe o quant’altro).
  3. Fate bollire per circa 20 minuti (finche l’acqua non comincerà a cambiare colore, sarà rosata) poi separate l’acqua dai pezzi di mela. Togliete i torsoli.ACQUA DI MELE COTOGNE
  4. A questo punto mettete la polpa della mela a cuocere almeno un’ora aggiungendo 10 cucchiai di zucchero.
  5. Trasferite l’acqua di mele cotogne in un altro pentolino e aggiungete 10 cucchiai di zucchero.
  6. Adesso seguite le due cotture. La confettura richiederà un’ora o poco più. Se dovesse essere troppo asciutta aggiungete 1-2 cucchiai di zucchero.
  7. La gelatina richiederà un tempo variabile da 40 minuti a 70 minuti. Il tutto dipende da quanto impiegherà ad addensarsi e a cambiare di nuovo colore. Fate sempre la prova del piattino per vedere quanto tempo impiegherà a diventare più densa. Le nonne facevano ad occhio e la mia non è esente da questo ragionamento.
  8. Alla fine delle due preparazioni noterete una netta distinzione cromatica: la confettura rimarrà gialla mentre la gelatina sarà color ambra.
  9. Mettete la confettura nei vasetti e rovesciateli affinché si formi il sottovuoto.

CONFETTURA E GELATINA DI MELE COTOGNELa gelatina, invece, va disposta su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciata raffreddare e riposare per circa 24h. Una volta trascorso questo tempo tagliatela a tocchetti e passatela nello zucchero. Il risultato potete osservarlo qui sotto. Il sapore è straordinario.

GELATINA DI MELE COTOGNE

Potrebbe essere finita così ma non è tutto. Con la confettura si può preparare quella che qui in Maremma chiamiamo cotognata. Stendete la confettura su di una teglia ricoperta di carta forno e lasciate asciugare per una settimana all’aria. O, se preferite, in forno a 70° per circa 8h. Una volta asciugatasi la confettura potrà essere tagliata a tocchetti (come la gelatina) e passata nello zucchero. Ed ecco la seconda delizia! Confido che possiate apprezzarla come la sto apprezzando io in questi giorni!

COTOGNATA


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Semifreddo ai cachi

semifreddo ai cachi

Il mood autunnale non accenna a cessare, così come le belle giornate di questo novembre inoltrato, perciò armata di santa pazienza sono andata alla ricerca di un albero che potesse donarmi i gustosi frutti lucidi e arancioni denominati cachi. Non sono una fan sfegatata di questo frutto tuttavia la soluzione che sto per presentarvi per gustarlo in modo goloso vi lascerà unanimamente d’accordo: il semifreddo. Questo dolce è di facile realizzazione e vi permetterà di fare bella figura in caso abbiate degli ospiti. Si può preparare con largo anticipo e può essere accompagnato da biscotti, frutta secca, lamponi e quant’altro suggerisca il vostro esprit gourmand.

INGREDIENTI

4/5 cachi ben maturi

500ml di panna liquida fresca

400 gr di zucchero

il succo di un limone

PREPARAZIONE

  1. Montate la panna con l’aiuto dello sbattitore elettrico o della planetaria.
  2. Mondate i cachi e passate la polpa al colino per eliminare tutte le impurità.
  3. Unite il denso succo ottenuto allo zucchero e al limone spremuto.
  4. Aggiungete la panna con movimenti dal basso verso l’alto facendo attenzione a non smontarla.
  5. Versate il composto in uno stampo da plum-cake (per queste quantità serviranno due stampi).
  6. Mettete in freezer per almeno 6 ore.
  7. Prima di mangiarlo tiratelo fuori dal frigo almeno mezz’ora prima.
  8. Affettate il semifreddo, disponetelo nei piatti e guarnite con lamponi freschi e composta di pere, oppure con granella di nocciole. Sarebbe preferibile un ingrediente acido che sgrassi la bocca vista la predominanza della panna nel semifreddo.
  9. Conservare in freezer per una settimana al massimo.

Che ne pensate?

Postilla La prossima volta voglio provare a farci una base di biscotti tritati come quella del cheesecake da inserire al centro. Chissà quale sarà il risultato!


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Spätzle con patate, formaggio filante ed erba cipollina

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Quella che vi suggerisco con estremo piacere oggi è una semplice ricetta di stampo prettamente mitteleuropeo che mi ha conquistata sin dall’infanzia e che ho preparato di recente per i miei bambini. Si tratta come è evidente dalla foto degli spätzle,  gnocchetti a base di farina e uova, velocissimi da preparare e che potete condire in tantissimi modi. Unico appunto è necessario possedere il pratico strumento per realizzarli direttamente sulla pentola, altrimenti è praticamente impossibile farli a mano.

Per realizzarli ho provato tante ricette ma alla fine sono giunta ad una ricetta tutta mia perché le prove fatte non mi avevano soddisfatta pienamente. Spero possano tornarvi utili i dosaggi e gli ingredienti da me utilizzati che si discostano in parte dalla tradizione (non me ne vogliano gli altoetesini che conosco!)

Il condimento è un’incontro tra Nord – con le patate, il burro e l’erba cipollina – e la Maremma (la mia terra) poiché è forte la presenza del finocchietto nonchè quella della dolce e delicata caciotta amiatina del Caseificio di Sorano. Il mix è stato ampiamente gradito a tavola e se avete intenzione di provarlo fatemi sapere!!!

INGREDIENTI

3 uova intere a temperatura ambiente

250 gr farina 00

30 gr di fecola di patate

150 ml di acqua

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaino di sale

pepe e noce moscata qb

PER CONDIRE

Patate tagliate a dadini e saltate in padella con sale, olio, finocchietto e aglio, caciotta filante tagliata a julienne (io ho usato questa), 5 fili di erba cipollina tagliata finemente, burro.

PREPARAZIONE

  1. Preparate il condimento in anticipo: saltate in padella le patate tagliate a dadini con sale, olio, finocchietto e aglio.
  2. Mettete a scaldare l’acqua di cottura e quando bolle salatela come d’abitudine. Grattugiate a julienne la caciotta amiatina di Sorano.
  3. Unite farina e fecola e setacciatele in un ampio contenitore (o direttamente nel boccale della planetaria).
  4. Aggiungete alla farina e alla fecola le uova, il sale, l’olio e l’acqua e azionate le fruste. Amalgamate il tutto per circa 5 minuti.
  5. Aggiungete la noce moscata e il pepe a piacere. Amalgamate ancora.
  6. Lasciate riposare l’impasto per circa 2o minuti.
  7. Quando l’acqua inizia a bollire posizionate il simpatico strumento per fare gli gnocchetti e versate l’impasto un poco alla volta facendo scorrere la parte mobile. Si formeranno tanti gnocchetti che dovranno cuocere dai 3 ai 5 minuti (almeno secondo questa ricetta).
  8. Scolate gli spätzle e saltateli in una padella in cui avrete sciolto il burro, aggiungete l’erba cipollina e le patate saltate in precedenz. Per utlima aggiungete la caciotta amiatina di Sorano e continuate a saltare finche sarà tutto sciolto e amalgamato.
  9. Servite ben caldi e se volete un sapore più deciso potete grattarvi sopra del parmigiano reggiano.

Guten appetit!


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Che cosa fare in autunno

La stagione autnnale entra oramai nel vivo ed io non so come dirvelo ma mi sento più in fermento che a primavera! Ci sono mille attività da svolgere prima di entrare dovutamente nella stagione del gran freddo (sempre ammesso che arrivi) e ve ne voglio snocciolare alcune, così, per tenervi compagnia!

Innanzitutto potete preparare delle deliziose gelatine, come ad esempio quella di uva fragola con cui ho inaugurato il blog ben 3 anni fa!!! E perché non dedicarsi ad un frutto inusuale come la feijoa?!  Sono ben due anni che non ne assaggio una e mi mancano da morire!!! Preparatevi una confettura come ho fatto io! Così potrete intrappolare il suo sapore acidulo e riscoprirlo quando avrete voglia di farvi una coccola speciale!

Poi potete passare alle confetture più tradizionali, come quella di susine che mi ha coinvolto per giorni e giorni e di cui ho prodotto ben 25 vasetti! (credetemi, per me sono tanti!!!)

confettura di susine

Continuando con le attività connesse ai frutti autunnali si può passare a preparare la tisana di giuggiole, la cui fantastica ricetta ho scoperto su questo blog e sembra abbia il potere di calmare la tosse. Con le giuggiole si possono preparare numerose altre ricette, altro che il solito brodo 😀 !!! Su Paneamoreecreatività ce ne sono linkate ben 16! Devo dire di essere stata piacevolemente ispirata soprattutto dai biscotti!

livelli di frutta

Mele Royal Gala, giuggiole e susine

Siete sempre in tempo a raccogliere le ultime infiorescenze bene aperte del finocchietto selvatico da intrappolare in piccoli e preziosi vasetti, dopo averle essiccate (magari con l’aiuto del forno a bassa temperatura!) Sapete da noi in bassa Toscana il finocchietto selvatico va un po’ su tutto, come il prezzemolo! Ed è sempre bene averne una discreta scorta per insaporire patate, maialino al forno, baccalà e quanta’altro suggerisca la vostra fantasia! Per tutte le istruzioni di essiccazione potete leggere qui!

finocchio selvatico

Attenzione però! Se trovate questi piccoli ospiti sulle piante del finocchio non rabbrividite! Non sopporto gli schizzinosi. Si tratta del macaone allo stadio larvale. Ci ricorda che la vera primavera comincia proprio adesso col mese di ottobre e ci prefigura che sì, il buio c’è sempre ma poi la luce ritorna, ritorna comunque, quando meno ce lo aspettiamo, all’improvviso come lo sbattere d’ali di una farfalla!

Kisses!


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Patate dolci al forno

E’ con insensato ritardo che torno ad aggiornare il blog e per farmi perdonare ho deciso di ricominciare con dolcezza. Ma no, che cosa avete capito?! Non vi presento la ricetta di un dessert, bensì quella delle patate dolci, il cui nome fa subito America e pranzo del ringraziamento!

patate dolci

Ipomea batatas, questo il nome scientifico, è in realtà una radice appartenente alla famiglia delle convolvolacee e non un tubero come le comuni patate e può vantare proprietà che esulano dal suo zuccheroso nome. In effetti l’assunzione di patate dolci consente di regolare i livelli di insulina nel sangue (cosa non di poco conto per i diabetici) grazie alla presenza notevole di carotenoidi. Sono inoltre ricche di vitamina C e vitamina A, di potassio e beta-carotene. Un motivo in più per inserirle nella nostra dieta!!!

Io, se proprio devo essere sincera, oltreché dolci le ho trovate un po’ troppo pastose in bocca e sicuramente la prossima volta le accompagnerò ad una salsa piccante per smorzarne il gusto. Oppure le condirò con una spruzzatina di limone e del prezzemolo fresco. Tuttavia sono un gradevole diversivo per le future serate autunnali!

Ecco come le ho preparate!

INGREDIENTI

4 patate dolci belle grosse

timo essiccato

olio evo

sale e pepe qb

PREPARAZIONE

  1. Lavate accuratamente le patate e pelatele col pelapatate.
  2. Tagliatele a bastoncini.
  3. Mettetele in una teglia e conditele con olio, sale, pepe e timo.
  4. Cuocete in forno per circa 40 minuti a 200°.
  5. Servitele tiepide.

Bon appétit!


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Vellutata ai fagioli cannellini

VELLUTATA FAGIOLI CANNELLINI

“Di’ qualcosa di carino ad una ragazza”

“Tempo ideale per i fagioli!”

E’ questa una delle battute più simpatiche tratta dal film “Sette spose per sette fratelli” che avrò visto un innumerevole numero di volte! E questo è proprio il periodo ideale per mangiare i fagioli, meglio se biologici e meglio ancora se provengono dal PodereArgo! 😉

INGREDIENTI

200 gr di fagioli cannellini secchi

aglio-sedano-cipolla

sale e pepe qb

cubetti di pane raffermo

olio evo

PREPARAZIONE

La sera prima: mettere i fagioli  a bagno in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato

  1. Dopo l’ammollo far sobbollire i fagioli per circa 30-40 minuti in abbondante acqua NON salata.
  2. Preparate il battuto con sedano carota e cipolla e metteteci i fagioli. Salate, pepate e aggiungete 2-3 mestoli di acqua di cottura dei fagioli stessi.
  3. Fate cuocere per circa 15 minuti.
  4. Frullate il tutto.
  5. Servite con olio evo e crostini di pane raffermo.