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Disintossicarsi

CAROTE GLASSATE E QUINOA

Apro il nuovo anno con l’obiettivo della disintossicazione. In tutti i sensi che riuscite ad intendere. Che sia alimentare, emotiva, lavorativa, da idee malsane, dai social network, dagli oggetti che possediamo e invadono la nostra casa, qualunque sia l’obiettivo che ci siamo prefissati l’importante è disintossicarsi. Liberiamoci da ciò che ci rende dipendenti e riappropriamoci di noi stessi. Questo è il messaggio che mi sento di mandare al mondo. Questo è quello che mi auguro per il nuovo anno.

Sul blog non potevo che dedicarmi a qualcosa di culinario perciò vi regalo questa accoppiata carote e quinoa che mi hanno letteralmente deliziata durante le festività e che credo continuerò a preparare anche nei prossimi giorni, visto il potere disintossicante e la leggerezza. Il merito è dei ragazzi di gnambox.com che seguo da un po’ e mi ispirano con piacere! Naturalmente io ho fatto la mia personale modifica aggiungendo il coriandolo alla ricetta originale delle carote glassate: come potevo esimermi?

Or dunque vi lascio la ricetta e il mio personale augurio per questo 2016: che sia un anno all’altezza dei vostri sogni!

INGREDIENTI

  • 800 g carote (possibilmente biologiche)
  • 40 g zucchero di canna
  • 2spicchi di aglio
  • il succo di una arancia
  • timo essiccato qb
  • coriandolo grattugiato qb
  • olio evo
  • sale e pepe qb
  • 200 gr di quinoa mista

PREPARAZIONE

  1. Pulite accuratamente le carote, lavatele e scolatele.
  2. Lavate anche la quinoa. Prima di procedere alla cottura della quinoa è molto importante metterla in un colino e risciacquarla bene per 2 o 3 minuti rigirandola costantemente con la mano sotto l’acqua corrente in modo da toglierle eventuali residui di saponina, una sostanza presente nella pianta, che potrebbe darle un sapore amaro. Mettete a bollire l’acqua.
  3. Prendete una padella e metteteci l’aglio a scaldare assieme all’olio evo e al timo essiccato. Non appena sarà imbiondito aggiungete il succo d’arancia e lo zucchero.
  4. Aggiungete le carote, grattugiate il coriandolo, salate, pepate e fate cuocere per circa 20 minuti con il coperchio. Dopo questo tempo cuocete le carote per altri 5 minuti senza coperchio.
  5. Non appena bollirà l’acqua cuocetevi la quinoa per circa 20 minuti. Scolatela e conditela con sale e olio evo.
  6. Servite entrambi i piatti tiepidi.

 

 

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Patate dolci al forno

E’ con insensato ritardo che torno ad aggiornare il blog e per farmi perdonare ho deciso di ricominciare con dolcezza. Ma no, che cosa avete capito?! Non vi presento la ricetta di un dessert, bensì quella delle patate dolci, il cui nome fa subito America e pranzo del ringraziamento!

patate dolci

Ipomea batatas, questo il nome scientifico, è in realtà una radice appartenente alla famiglia delle convolvolacee e non un tubero come le comuni patate e può vantare proprietà che esulano dal suo zuccheroso nome. In effetti l’assunzione di patate dolci consente di regolare i livelli di insulina nel sangue (cosa non di poco conto per i diabetici) grazie alla presenza notevole di carotenoidi. Sono inoltre ricche di vitamina C e vitamina A, di potassio e beta-carotene. Un motivo in più per inserirle nella nostra dieta!!!

Io, se proprio devo essere sincera, oltreché dolci le ho trovate un po’ troppo pastose in bocca e sicuramente la prossima volta le accompagnerò ad una salsa piccante per smorzarne il gusto. Oppure le condirò con una spruzzatina di limone e del prezzemolo fresco. Tuttavia sono un gradevole diversivo per le future serate autunnali!

Ecco come le ho preparate!

INGREDIENTI

4 patate dolci belle grosse

timo essiccato

olio evo

sale e pepe qb

PREPARAZIONE

  1. Lavate accuratamente le patate e pelatele col pelapatate.
  2. Tagliatele a bastoncini.
  3. Mettetele in una teglia e conditele con olio, sale, pepe e timo.
  4. Cuocete in forno per circa 40 minuti a 200°.
  5. Servitele tiepide.

Bon appétit!


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Cous cous integrale freddo con verdure miste crude

cous cous di verdure fresche

Quella che vi presento oggi è un’altra ricetta prettamente estiva che non richiede l’utilizzo di forno e fornelli, veloce da preparare e magari da portare con sé in un picnic al mare, al lago o in montagna. Oppure nella schiscetta in ufficio!

Il cous cous integrale che si trova in commercio necessita di soli 5 minuti di ammollo. La parte più lunga della preparazione è quella del taglio delle verdure. Io ho utlizzato sedano, pomodoro, carote, peperoni, erba cipollina, basilico e prezzemolo perché, se non si era capito, adoro i mix di erbe aromatiche che danno il meglio proprio in questa stagione. Tuttavia potete condire il vostro cous cous con tutto ciò che volete. Ecco di seguito qualche abbinamento:

  1. Pomodori, olive, mozzarella o feta e origano.
  2. Sedano, carote, ravanelli e erba cipollina.
  3. Peperoni, cipolle fresche e prezzemolo.
  4. Acciughe, pomodorini, prezzemolo e capperi.
  5. Caciotta fresca, pomodori, mais e basilico.

Che ne pensate? Vi ho convinti a provare? Spero proprio di sì!

VERDURE PER COUS COUS

* Se pensiamo inoltre che tutti questi condomenti vanno bene per farro, quinoa, grano saraceno, miglio e riso, allora siamo in una botte di ferro per tutta l’estate!!! N’est-ce pas?


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Come coltivare i germogli di CRESCIONE sul balcone di casa!

GERMOGLIPicMonkey Collage

Nel corso di una delle mie ultime vacanze in Alto Adige avevo avuto modo di acquistare una bustina di germogli di crescione che giaceva nel cassetto in cui conservo tutti i miei preziosi semini. Il clima caldo di questi giorni permetteva solo di mangiare cose fresche e ricche di sali minerali perciò l’associazione è stata immediata! Mi sono documentata facendo piccole ricerche sul web e mi sono gettata nell’impresa. Sui germogli c’è un mondo intero da scoprire ma devo dire che il procedimento più significativo è stato quello, manco a dirlo, trovato su di un blog personale. Io per ora sono solo all’inizio ma devo dire che ne sono stata piacevolemente conquistata!

Per coltivare i germogli di crescione sul balcone sono necessari dei semplici accorgimenti.

  1. Prendete una teglia per pizza e disponetevi un tovagliolino di carta.
  2. Disponete i germogli sul tovagliolino e spruzzateli con dell’acqua grazie ll’aiuto di un semplice spruzzino. Si devono inumidire bene e deve formarsi attorno alla cuticola che avvolge il seme come una gelatina. Questo passaggio è fondamentale, poiché i germogli di crescione, contrariamente ad altri tipi di germoglio, non richiedono l’ammollo preventivo.
  3. Lasciate i germogli per due giorni al buio in modo da simulare l’interramento. Ricordatevi però di inumidirli sempre, non devono mai asciugarsi.
  4. Quando saranno germogliati e altri circa 1/2 cm metteteli sul davanzale della finestra e continuate ad innaffiarli.
  5. Saranno pronti dopo una settimana circa dalla “piantagione”!
  6. Gustateli in insalate, cous cous freddi, oppure nature! Il loro sapore è intenso e ricorda quello dei ravanelli!

 

*In foto vedete l’abbinamento con pane, olio, sale e stracciatella!


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I carciofi alla Giudìa di casa mia!

CARCIOFI ALLA GIUDìA DI CASA MIA-COPERTINAE’ ormai trascorso un anno da quando decantavo la bontà dei carciofi alla Giudìa preparati secondo la tipica ricetta ebraico-romanesca. Di recente ho avuto modo di ripreparali e devo dire che rimangono -sempre e comunque – il piatto che preferisco in assoluto!CARCIOFI ALLA GIUDìA-fronteTuttavia se vado a rovistare nei meandri dei ricordi della mia infanzia i carciofi alla Giudìa di casa mia sono preparati in tutt’altro modo e sono senza dubbio molto simili ai classici carciofi ripieni. Questa ricetta tuttavia appartiene alla mia famiglia da molte generazioni. La mia bisnonna l’ha sempre preparata così anche se devo spiegarmi ancora l’appellativo di “Carciofi alla Giudìa”. Nel paese in cui sono nata è stata presente sin dal Seicento una laboriosa e attiva comunità ebraica, che ha influenzato la preparazione di molte ricette locali e addirittura ne ha create di nuove. Forse le antiche massaie ebree preparavano questo piatto nei vicoli del mio paesino e la mia bisnonna ha rielaborato tale ricetta…. chissà!!!

Resta il fatto che ogni volta che la preparo o la mangio a casa di mia mamma mi lascia sempre un piacevole ricordo e mi fa sentire quel senso di appartenenza alla famiglia e alla comunità da cui provengo: e non è cosa da poco!

INGREDIENTI

4 carciofi romaneschi (mammole o cimaroli che dir si voglia!)

3 salsicce*

peperoncino

olio evo

1/2 bicchiere di vino bianco

sale e pepe qb

PREPARAZIONE

  1. Prendete i carciofi romaneschi e tagliate i gambi. Puliteli e tagliate in tanti bastoncini e metteteli a bagno in acqua acidulata con del succo di limone.
  2. Lavate accuratamente i fiori del carciofo aprendoli al centro. Lasciate pressoché tutte le foglie esterne mi raccomando.
  3. Scolateli, salateli e pepateli internamente.
  4. Riempiteli con della salsiccia fresca inserendovi al centro i gambi tagliati e puliti in precedenza.
  5. In una pentola bella alta mettete dell’olio evo e il peperoncino e disponetevi sopra i carciofi. Salate e pepate ancora.CARCIOFI ALLA GIUDìA DI CASA MIA
  6. Iniziate a cuocerli a fiamma bella alta per circa 10 minuti. Devono rosolarsi a fuoco bello alto.
  7. Sfumateli con il vino e abbassate la fiamma.
  8. A questo punto fate cuocere i carciofi per circa un’ora avendo cura di aggiungere dell’acqua qualora si esaurisse il sughetto che in parte di formerà naturalmente con l’acqua che rilasceranno i carciofi stessi.
  9. Serviteli tiepidi.

COME SI MANGIANO

Questa è una tipica ricetta in cui non si butta via nulla pertanto è opportuno che vi spieghi come procedere!!! Innanzitutto si inizia a mangiare con le mani! Cominciate dalle foglie esterne, che saranno saporite e ben rosolate. Dovete mangiarle succhiandole il più possibile! Mano a mano che mangerete i vari strati di foglie vi avvicinerete al succulento ripieno. A quel punto è concesso utilizzare il coltello e la forchetta per tagliare il fondo del carciofo ripieno di salsiccia che sarà delizioso, ve lo posso assicurare!

*Postilla La ricetta della bisnonna prevedeva l’utilizzo di ventresca e mentuccia come ripieno dei carciofi, la salsiccia fresca era qualcosa di fin troppo pregiato perché diventasse un ripieno per questi deliziosi fiori! Inoltre un tempo, poiché non c’erano i frigoriferi non era reperibile tutto l’anno ma solo quando si ammazzava il maiale!


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Indivia riccia saltata in padella

INDIVIA RICCIA SALTATA IN PADELLASono felice quest’oggi di dedicarmi ad un contorno poiché era da diversi post che non ve ne proponevo! Questo è uno dei miei preferiti del periodo. Generalmente non amo molto gli ortaggi amarognoli perciò, per ingentilirli, preferisco cuocerli visto che da stufati cambiano sapore!!! Questo modo di cucinare l’indivia ( ma anche la scarola) è decisamente gustoso se decidete di dargli un tocco partenopeo con capperi, alici, pinoli, olive taggiasche e peperoncino oppure potete sempre fare la versione light,  con olio, sale e pepe!

Come lo preferite?

Ecco qua sotto la mia versione quasi partenopea (quasi perché priva di alici che non mi piacciono. Sì lo so, nessuno è perfetto!)

INGREDIENTI

Indivia riccia

olio evo qb

1 spicchio di aglio rosso

sale e pepe qb

peperoncino

olive taggiasche

1 cucchiaio di capperi

PREPARAZIONE

  1. Lavate accuratamente l’indivia riccia con acqua e bicarbonato. Scolatela e asciugatela.
  2. Fate saltare l’aglio, le olive taggiasche, il peperoncino e i capperi nell’olio ben caldo.
  3. Aggiungete le foglie di indivia e fatele rosolare ben bene per alcuni minuti.
  4. Non coprite con coperchio: l’indivia rilascerà la sua acqua nella quale si stuferà alla perfezione!
  5. Servite come contorno, oppure, come antipasto su di un bocconcino di pasta della pizza fritta e del formaggio fuso sopra ( beh…ma questa è tutta un’altra storia! ;-)).