lastradamaestra

mangiare, fiorire, ridere, fotografare


11 commenti

Pensare. Riflettere. Vivere.

TRAUTTSMANDORF PHILOSOPHYNei giorni scorsi la mia assenza dal blog  è stata più che evidente. Era iniziata come un’assenza dovuta a felici motivi che si è trasformata, malauguratamente, in un’assenza per seri motivi. Una melma vischiosa e tremenda ha avvolto le mie giornate che si sono fatte, pian piano, meste e invivibili. La perdita di qualcuno a noi caro è sempre qualcosa che la mente umana non riesce a spiegarsi. Al dolore seguono in genere tristezza, amaro in bocca e, infine, rabbia. Tanta rabbia. Non so quando (né so se la proverò) a tutto questo si aggiungerà anche la rassegnazione. Quando un nostro punto di riferimento – affettivo e lavorativo – viene a mancare, così d’improvviso, per cause naturali allora il buio non può far altro che avvolgerci. E poco intorno sembra illuminarci. La sfida di oggi è tentare di dissipare ad ogni costo la nube che oscura i nostri giorni. Con altri pensieri. Con il lavoro. Con le parole. Con le immagini. Con i progetti. Con tutto ciò che potrò utilizzare per veicolare il mio dolore in qualcosa di positivo.

A voi lascio questa splendida poesia, che una collega mi ha fatto conoscere proprio in occasione di questo grande dolore che abbiamo condiviso.

La morte non è niente.

Sono soltanto nascosto nella stanza accanto

Io sono sempre io, e tu sei sempre tu…

Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora

Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato

Non cambiare il tono di voce,

Non assumere un’aria forzata di solennità o di tristezza

Ridi come facevi sempre

Ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Gioca, ridi, pensami e prega per me

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima

pronunciato senza enfasi, senza traccia di tristezza.

La mia vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

È la stessa di prima

C’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dalla tua mente?

Solo perché sono fuori dalla tua vista?

Ti sto aspettando, solo per un attimo,

in un posto qui vicino,

proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene.

Henry Scott Holland

1847-1918

Annunci


2 commenti

Narcisi II

PicMonkey Collage-narcisiBISThe Daffodils

by William Wordsworth

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the Milky Way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced,
but they Out-did the sparkling waves in glee:
A Poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed–and gazed–but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

PERSONALE COMMENTO
Un riferimento letterario non può mancare. I narcisi hanno ispirato il poeta William Wordsworth e devo dire che questa è una delle poesie che preferisco e che mi piace rileggere in questo periodo. I narcisi sono particolarmente significativi per il poeta che giunge praticamente a personificarli (dancing -ballano) poiché gli riportano alla mente un ricordo gioioso. Egli si sente allegro e spensierato come una nuvola libera di vagare nel cielo. Un avvenimento semplice – come vedere dei fiori in un prato – viene descritto in modo enfatico e quasi sovrannaturale. La poesia è suddivisa in quatro stanze. Il linguaggio è semplice colloquiale. La rima è talvolta baciata talvolta alternata.

Ciò che più emerge è il grande potere dell’immaginazione e della nostra mente, capace di riportare di fronte a noi immagini e ricordi assai cari “solo e semplicemente ” ripensando ad un mare di narcisi dorati sul divano di casa propria.

E a voi: cosa fanno venire in mente i narcisi?